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"Si sedes non iS"
Non c'è luce se non quella che viene dalla tenebre. (Zohar)
sabato, 13 ottobre 2007, 16:35
Odio i miei sogni; vorrei non sognare, vorrei non saperlo fare.
Non li voglio vedere, nè ricordare, perchè hanno il potere di sbattermi in faccia ciò che cerco diperatamente di non vedere, che provo a negare com tutta me stessa. Invece quando mi sveglio non solo ho in testa le immagni e le parole, ma rimangono indelebili per tutto il giorno.
Le relazioni che si rompono sono come il dolore da arto fantasma: è stato strappato un pezzo di te, amputato, e non c'è più. Ma lo senti ancora, e fa male da morire. Non esistono medicine, non puoi curare qualcosa che non c'è e sei quindi costretto a tenerti il dolore lancinante. E io mi sento uscita da un tritacarne.
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giovedì, 04 ottobre 2007, 12:58
Sono stanca e nauseata, dalle persone che mi trovo intorno, da tutti questi individui che non sanno essere altro che un esemplare umano medio, con tutti i limiti e le orrende debolezze dell'esemplare umano, medio e non. Ma quando è medio è peggio.
Di tutti questi fanfaroni che si riempiono la bocca di parole altisonanti per camuffare la propria pochezza di spirito, di tutti questi aspiranti poeti maledetti de' noantri le cui voci non fanno altro che riempire il silenzio con il vuoto.
Sentitevi pure orgogliosi della banalità in salsa decadente che riuscite a vomitare con la stessa facilità che contraddistingue me quando ho bevuto un vodka tonic di troppo, tanto non potete scappare più di tanto. La verità, al pari dei nodi, viene sempre al pettine. Comed iceva Hemingway, possiamo viaggiare e cambiare luogo, possiamo riempire le nostre giornate in modo da non avere mai il tempo di guardarci allo specchio; ma, ovunque siamo, c'è sempre un istante, quel minuto che intercorre tra quando ci mettiamo a letto ed effettivamente ci addormentiamo, in cui per forza di cose ognuno di noi deve fare i conti con se stesso. Spero che i vostri conti siano adeguatamente dolorosi.
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martedì, 02 ottobre 2007, 10:56
Non c'è verso, io da qualche parte devo pur scrivere. Eliminato MySpace dalla mia vita, almeno temporaneamente, mi rifugio di nuovo qui per dare libero sfogo ai miei pensieri. Si, libero davvero, perchè il bello di splinder è che nessuno o quasi mi conosce di persona.
Ho bisongno di dimenticare, parole, frasi, carezze, serate passate insieme, promesse che si sgretolano sotto la pressione delle dita.
So che è solo colpa mia, ma mi sento incredibilmente sola. Deve essere simile al dolore da arto fantasma, conoscete: ti amputano un braccio e tu continui a sentirlo; non solo, ti fa anche un male cane.
Questo è ciò che mi succede, mi è stato staccato un pezzo e io continuo a sentirlo come parte di me; e soffro. Non riesco a rassegnarmi all'idea.
Forse non sono quelle che penso di essere, non sono più capace di rinascere velocemente dalle mie ceneri, di dire: ok Vik, ormai è andata, alzati e ricomincia a camminare.
Scusate, non ho proprio voglia di essere spiritosa oggi.
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martedì, 19 giugno 2007, 13:58
A volte lo shopping regala spunti di riflessione che i libri di Umberto Eco si sognano lontanamente....ora che lo so mi ci dedicherei più spesso, avendo i soldi. Oggi mi trovavo nel supermega centrocommerciale che hanno inaugurato in pompa magna un annetto fa, il grande vanto del comune di Fiumicino.
La vostra eroina passeggiava con fare assorto davanti alle vetrine quando, d'un tratto, sul manichino di un negozio da super coatte, di quelli in cui in condizioni normali non si sognerebbe neanche di entrare, vede dei pantacollant aderenti tagliati sopra al ginocchio che costavano una miseria; col sorriso stampato in faccia pensa che è veramente bello quando la moda decide che fa fico quello che ti metti da una vita, e che per una volta non sarà costretta a ricorrere all'abbigliamento do it yourself.
Entra e si dirige decisa verso l'energumeno dietro al bancone: "Scusa, quei pantacollant sul manichino...sono disponibili anche in nero?"
Energumeno:"Come no bella!"
Nel cervello di V.: "Che colorito personaggio, si sarà accorto che non mi sento di casa e sta cercando di mettermi a mio agio."
L'energumeno prende il capo in questione e lo pone alla altrettanto poco colorita (quanto meno dal punto di vista cutaneo) cliente che accarezza l'oggetto del desiderio e delusa esclama: "Oh no...sono sintetici!"
Energumeno: "Come sintetici??? Questo è 100% cotone che scherzi??"
V. non è troppo convinta controlla l'etichetta e con lo sguardo che declamava TE L'AVEVO DETTO gli fa vedere : "E' 96% viscosa...."
E: "Embeè, la viscosa è un tessuto naturale..."
V:"Come un tessuto naturale....la viscosa??"
E:"Eccerto la viscosa è una fibra completamente naturale che scherzi?"
Testa di V: MUMBLE MUMBLE
V: "Ma dai sono sempre stata convinta che fosse sintetica..."
E:"Macche scherzi, la viscosa è una fibra naturale...li produciamo noi, che scherzi??"
Testa di V: Vabbè, me li tirano praticamente dietro, io li prendo comunque.
V. paga lievemente turbata ed esce. Una miriade di pensieri le affollano la testa: "dai V. mettiti in discussione ogni tanto, sei mica dispensatrice del Verbo, li produce lui, lo saprà oppure no quello che fa? Non ti far ingannare da quell'aria da uomo le cui braccia sono state di forza strappate all'agricoltura, da quella parlata tipica di chi non sa cosa sia un esame di maturità...smettila di fare la snob e fidati, è il suo lavoro, no?"
V. si mette in discussione allora, abbandona l'aria saccente che la contraddistingue e comincia però a pensare che se la viscosa non è un tessuto naturale come ha sempre pensato allora ci sono un sacco di cose sulle quali non possiede più certezze...forse Cristo su quella croce in realtà è morto di freddo, forse Berlusconi è un uomo buono e chissà, magari la Terra è anche piatta. Si sente persa, in macchina non riesce a concentrarsi sulla guida. Arriva a casa...trafelata raggiunge il suo pc e la connessione a Internet e....
http://it.wikipedia.org/wiki/Viscosa
_ UUUUUH _ (Sospiro si sollievo) il mondo è tornato quello di sempre. Il cielo sta sopra e la terra sta sotto...
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venerdì, 15 giugno 2007, 22:06
E' ora di rimettersi all'opera,le mie dita non sanno ormai stare senza ticchettare su questi gelidi tasti.
Finalmente sono di nuovo in questo ameno luogo dove nessuno conosce il mio volto o il mio nome, posso dire ciò che voglio senza paura di cosa pensarete leggendo questo o quello, di cosa devo censurare perchè non voglio farlo sapere a Tizio o a Caio.
Libertà dell'anonimato, spero che chi passerà sarà felice di leggere me stessa, nè più nè meno che la vera me. Ho dovuto sostenere diverse discussioni a proposito in questi giorni...sono ancora totalmente dell'idea che nella vita non si possa mai essere completamente sinceri, con mio grande disappunto.
Sono completamente incapace di mentire, e il tasso di ipocrisia fisiologico richiesto dalle relazioni sociali è minimo ma è comunuqe eccessivo per me. Ma mi rendo conto che non se ne può fare a meno.
Questo ridiventerà il luogo della mia vita sincera segreta.
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venerdì, 15 giugno 2007, 18:37
Devo ancora rimettere per mano bene a questo posto. Tornerà a dessere la mia casa con tutta probabilità, e quindi devo mettere in ordine, dare una spolverata, riaprire gli scatoloni....insomma, le cose tipiche di un trasloco. Manco da molto tempo, e non so bene da dove cominciare. MI sento spaesata, non mi sento più a casa qui. Si, so che è la mia, ma non la riconosco. Mi sento un pò Dorothy, e questo, ancora una volta , è una specie di regno di Oz.
Bentornata a me.
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mercoledì, 16 maggio 2007, 22:05
Non passa molta gente di qui ultimamente. E' normale, non ci passo spesso io per prima. E per vederlo ripopolato dovrei dedicarmi a sforzi di socializzazione per i quali al momento non ho tempo nè voglia.
Ho cambiato il template per necessità di rinnovare qualcosa che non mi rappresentava più.Ho voglia di scrivere, ma forse solo per me stessa. Nel frattempo, chiunque passi è il benvenuto.
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martedì, 01 maggio 2007, 14:27
Avrei dovuto ingegnarmi su come farti rendere conto di ciò che sono, dei motivi che mi fanno pensare che nella testa ho qualcosa di prezioso.
Di quanto si può essere in errore pensando che il prossimo non cerca altro che di infilartelo nel culo, per cui tanto vale che cominci tu.
Avrei dovuto affinare le mie scarsissime doti di bugiarda per riuscire a essere convincente nel dire "Dai, anche per stavolta non fa niente"...
Mi sarei dovuta infine sbattere per cercare una buona ragione per sottoporre me stessa a tutto questo.
E invece non ce ne è stato bisogno.
Nel momento in cui mi hai accoltellato non mi sono resa conto che mi stavi facendo un favore. Ma ora è decisamente evidente che ti sono debitrice di un enorme
GRAZIE.
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giovedì, 29 marzo 2007, 19:33
Vago nel respiro profondo.
Cerco quella parte di me che non so se sia mai esistita. E' strano non le ho dato un nome. E' strano, sto scrivendo senza musica.
Respirare non è banale, è una di quelle cose bisogna saper fare, una di quelle cose ce fanno la differenza tra chi vive e chi sopravvive. E chi pensa che respirare sia scontato sopravvive e basta. Lo so.
Mi sto chiedendo quanto della mia ricerca sia orientata all'esterno, o meglio, quanto di quella orientata all'esterno non sia sempre e comunque ricerca di ciò che di me non riesco a da afferrare. Forse non ho mai cercato dio, nè l'invisibile, solo me stessa.
Farebbe effetto ora scrivere "è quando mi perdo che mi ritrovo davvero", ma è una stronzata, altisonante e con un certo fascino, ma una stronzata.
Forse non esisto. Forse non esisto.
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mercoledì, 21 marzo 2007, 17:25
Attenzione attenzione (prova microfono, prova microfono..): ho preso una decisione. Ho appena cominciato un libro e , esclusi testi accademici, ho deciso che non leggerò nient'altro finchè non l'avrò finito. ogni tanto bisogna anche tornare in riga santo cielo! Ho attualmente all'attivo circa una decina di libri in fase "currently reading" e a forza di svolazzare di qua e di là non ci capisco nulla. Un pò come avveniva in campo sentimentale insomma. E allora perchè non approfittare del fatto che da quel lato mi sono sistemata per non fare uno sforzo anche sul lato intellettuale e impegnarsi con un autore solo?
Mi sono voluta aiutare nell'ardua impresa, un pò come si fa con i cerotti alla nicotina quando si smette di fumare: per fare il grande passo ho scelto un romanzo, e non una di quelle pesantate a sfondo spirituale e/o esoterico e/o sociologico con cui sono abituata a far giocherellare i miei neuroni ( che evidentemente, dato l'andazzo, devono essersi anche un pò rotti). Il fortunato prescelto è Chuck Palaniuk, e il libro è "Invisible monsters", un pò per colmare la lacuna che non ho mai visto Fight Club per intero, un pò perchè costava 5 euro e le strade blu di mondadori mi attirano sempre.
Vivrò questo mio periodo alla piena insegna della monogamia, in tutti i sensi. Che il cielo m'aiuti.
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